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Integrare il marketing online e offline: come e perché farlo

Partiamo da un dato: solo una startup su tre ha un sito web funzionante e solo una su due è ottimizzata per il mobile. L’argomento diventa di particolare importanza anche sotto il punto di vista delle strategie da adottare per pubblicizzare l’attività dell’azienda. Il marketing online è il metodo più moderno e sicuramente vincente, soprattutto se si parla di una piccola e media impresa che si muove online. Ma quando non è così si rischia di scegliere tra il marketing online e offline, senza rendersi conto che sono forme di comunicazione che possono coesistere e rafforzarsi l’un l’altra. Insieme, sono in grado di far crescere il marchio della piccola e media impresa come mai prima d’ora.

Ad esempio: nell’ottobre del 2010 Blurb, una piattaforma online che permette di stampare e pubblicare libri in modo autonomo, aprì un negozio temporaneo a Manhattan. Era un modo per dimostrare che i loro prodotti erano in effetti libri di qualità e non un’attività improvvisata. Ancora meglio: organizzarono workshop per mostrare al pubblico il loro modo di lavorare e come funzionano tutte le fasi della stampa.

Come indicato in questo articolo l’importanza della comunicazione multicanale è sempre maggiore. Il marketing online non sta uccidendo l’offline, anzi. Per capire a pieno qual è il processo che porta l’utente a scegliere la vostra PMI ci viene in aiuto la Digital Analytics con i suoi principi di integrazione (tra più canali), interazione diretta con l’utente, e interconnessione (fra le varie fasi che accompagnano il consumatore all’azienda).

L’addetto al marketing aziendale conosce bene le differenze tra le strategie da attuare in base al canale scelto, ma se l’integrazione tra le varie attività funziona, lo sa in prima istanza il consumatore. È lui che vedrà la marca affissa su un cartellone e poi la cercherà sui social network: se il tono, il messaggio e le immagini saranno in contraddizione tra loro o non sembreranno parte di un insieme coeso, la reazione naturale sarà quella di non reputarla affidabile.
Lavorare insieme

Il marketing offline comprende radio, televisione, affissioni, carta stampata, brochure e posta ordinaria. Il marketing online invece tutto quello che riguarda il SEO, le pubblicità su Google e sui social network, il Content marketing, l’E-mail marketing e la presenza sui Social. Negli anni si sta creando una dicotomia: è chiaro a tutti che gli e-commerce abbiano bisogno di campagne online, ma i negozi fisici devono preferire l’offline o l’online? La risposta è nell’integrazione. Per tutti.

I grandi brand ormai lo hanno imparato: dalla pubblicità su stampa o in televisione non solo si utilizza lo stesso stile, ma si invita il consumatore ad andare “subito” sul sito web o sulla pagina social. La brochure, o il gadget, possono diventare il veicolo del vostro personale hashtag, o garantirvi altri like alla pagina Facebook.

L’integrazione tra il marketing online e offline ha permesso anche di evitare la pianificazione in anticipo delle promozioni, che possono essere attivate immediatamente se si nota una diminuzione del traffico al sito internet. E possono essere notificate ai clienti via e-mail, App o social media.

Il marketing integrato ha senso se le aziende usano i social network per promuovere entrambi i canali. Un ottimo esempio è l’organizzazione di un evento, e la risonanza che può avere se ci si limita a mandare inviti ai consumatori conosciuti o a richiamare gli utenti su Facebook. Questo permette qualcosa che la semplice campagna offline non fa: mette in contatto diretto con gli utenti e i follower. In real-time. Questo comporta un altro punto chiave e cioè creare delle linee guida che aiutino gli addetti ai lavori a conoscere il tono di voce giusto per il vostro brand.
Tre consigli per integrare il marketing online e offline:

Il check-in mobile e le ricompense: sono la forma più utilizzata e funzionale di integrazione del marketing online e offline, permettendo ai clienti di comunicare l’arrivo in negozio tramite geolocalizzazione. Tra i suoi pionieri troviamo Foursquare, Yelp e Facebook. Per incoraggiare i consumatori a fare il check-in quando si trovano in una sede della vostra azienda, è importante organizzare una ricompensa, come un buono sconto o un gadget.
Creare un hashtag per gli eventi: gli #hashtag sono codici unici per farvi trovare e cercare di far diventare virale il vostro evento, solo incentivando le persone a usarlo nelle conversazioni online su Twitter, Facebook e Instagram. Una buona idea per incentivare gli utenti potrebbe essere quella di un contest fotografico a premi (da ritirare in sede).
Tracciare i risultati dell’offline con l’online: il 50% dei risultati ottenuti dal marketing offline non può essere tracciato con precisione. Ma se state organizzando, ad esempio, un evento, potreste creare degli URL personalizzati proprio per quella campagna e seguirli dal sito Bitly che riesce a tracciare tutti i click effettuati su uno specifico link. Integrare i link di Bitly nei tovagliolini del vostro locale o nelle brochure, può essere un buon modo di verificare i risultati della vostra campagna.

Potete essere a capo di una piccola e media impresa che si occupa di attività per loro natura offline, oppure un e-commerce convinto di essere a un solo Tweet di distanza dal prossimo consumatore. Per le PMI, costruire un ponte tra questi due tipi di comunicazione è il modo migliore per far arrivare il proprio nome lontano. Perché alla base di ogni teoria di marketing c’è sempre quella di seguire gli utenti dove si trovano. E, inutile dirlo, sono sia online che offline.

Articolo tratto da giornaledellepmi.it

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