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Avere il nome giusto influisce sul successo?

Specchio di ciò che siamo, è il nostro biglietto di presentazione davanti al mondo: ecco come trasformarlo in una carta vincente

I dati di una ricerca proveniente dagli Stati Uniti spiegano che un nome semplice e facile da ricordare aiuta la vita professionale, perché favorisce la memorizzazione, tanto da risultare più simpatico. I nomi antichi hanno poi un’eredità che portiamo con noi, mentre l’abbinamento in relazione al cognome può fare la differenza! Per questo è importante riflettere con attenzione quando si sceglie un nome per un bambino. Hai un nome complicato? Non disperare, trasformalo in un punto di forza.

LA FORTUNA DEL NOME – Da un’indagine effettuata presso la New York University emerge che avere un nome facile da pronunciare può essere un vantaggio per la carriera professionale. Il motivo? Parole immediatamente comprensibili facilitano l’ascolto e la corretta memorizzazione, per questo un nome facile da pronunciare diventa immediatamente ben accetto, aumenta la capacità di ricordarsi del candidato e può migliorare gli incontri professionali nel caso di posizioni in qualità di commerciale.

FACILE E D’IMPATTO – Secondo lo studio le questioni legate alla scelta del nome valgono anche nel caso di società e imprese. I nomi semplici e d’impatto hanno una performance migliore sul mercato, senza contare l’effetto internet. In rete scegliere un dominio con un nome semplice e immediatamente comprensibile renderà più facile ricordare il sito web e digitare l’indirizzo senza errori.

EREDITÀ STORICA – Una ricerca proveniente dalla Northwestern University sottolinea l’importanza di vizi e virtù che anni di tradizione concentrano in un nome. Quando una persona si presenta al nostro cervello arrivano impulsi destinati a trasformarsi in un’impressione nel giro di pochi secondi: i nomi tradizionali creerebbero un effetto di maggior fiducia, mentre un nome eccessivamente femminile o equivoco dato a un bambino (o per l’opposto, un nome maschile su una bambina) contribuirebbero a un senso di insicurezza.

CURIOSITÀ – Dalla Wayne State University di Detroit arriva una notizia curiosa: avere un nome che inizia con la lettera A sembra assicurare circa nove anni di vita in più, rispetto a chi a nomi con iniziale B, C o D. Al di là di questioni come questa, l’impronta vocale e simbolica del nome costituisce una sorta di imprinting naturale per il cervello. In alcune società africane un tempo era usanza cambiare il proprio nome dopo lunghe malattie o eventi importanti della vita, una vera e propria rinascita.

POSITIVITÀ – Il nome è la prima carta d’identità: accettalo, impara a sentirlo o, nel caso non ti rappresenti, valuta attentamente se cambiarlo o scegliere un nomignolo con cui presentarti. Al lavoro meglio evitare le mail create abbinando nome e anno di nascita: danno un’impressione negativa. Nel caso non sia disponibile il tuo nome meglio scegliere una parola di fantasia che abbia a che fare con il ruolo professionale o ciò che ami.

STRATEGIE – Se hai un nome complicato formula un nickname con cui presentarti oppure usalo per lasciare il segno. Un’ottima strategia è spiegare, al momento delle presentazioni, l’origine del nome: aiuterà a memorizzarlo più facilmente. Inoltre, costituisce un modo per creare familiarità. Aspetti un bambino? Attenzione ai nomi stranieri. Verifica la corretta grafia e valuta l’impressione complessiva pronunciando il nome seguito dal cognome.

Articolo tratto da tgcom24.mediaset.it

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